Progetto “Parco dei Relitti”
Ottobre 2007

Il Parco dei Relitti nasce dall’idea di alcuni amanti del mare.
L’idea è di per se semplice nella sua argomentazione ma ben più articolata e complessa nella sua piena realizzazione.
L’idea di affondare grandi oggetti, navi, autoveicoli, treni, aerei, tralicci metallici, autoveicoli ed elettrodomestici, bonificati ed inerti non è nuova ed originale certamente. A più riprese, nel nostro paese e nel mondo, sono state realizzate opere di affondamento a fini di ripopolamento ittico, di protezione delle coste o di ostruzione del passaggio a natanti in aree protette.
Negli Stati Uniti hanno già affondato due vecchie porta aerei per rinsaldare alcune barriere coralline devastate.
Quindi l’intero mondo scientifico e quello accademico hanno già potuto accettare, approvare e sperimentare la bontà e l’utilità nel riutilizzo di rottami derivati e reflui dell’attività dell’umana specie. Anche se si tratta di ingenti quantità (una Porta aerei è lunga oltre 350 metri ed alta 40) purché adeguatamente bonificate, questi enormi relitti aiutano il mondo animale e la fauna marina a recuperare lo stress causato dallo sfruttamento dell’uomo.
In particolare la pesca professionale, realizzata con l’intensiva e continua calata di reti che lavorano a varie distanze dalla costa e profondità, hanno assestato un mortale colpo alla capacità riproduttiva di migliaia di specie di pesci nel Mediterraneo.
Il mare Adriatico appare soffrire ancora di più tale sorte.
Per questo, proprio il centro del Mare Adriatico, è per noi il naturale e forse indispensabile scenario ove realizzare un’opera nuova, imponente nella sua capacità di produrre ricchezza al mare, stabilità e garanzie nel ripopolamento di moltissime specie ed organismi ormai a rischio.
La Biologia marina internazionale, il mondo della subacquea mondiale, soffrono nel subire la lenta depauperazione di interi habitat ed ecosistemi.
Noi proponiamo di invertire questo trend in modo efficace, risolutivo e soprattutto economico.
Puntiamo alla realizzazione di un Parco dei Relitti tematico, di 5 miglia marine quadrate di superficie, delimitato da boe segnaletiche, fuori dalle rotte di transito di navi commerciali e civili, con divieto di navigazione per le barche da pesca professionali quali siano le loro dimensioni, garantendo la fruizione di tale area al mondo scientifico, al mondo subacqueo professionale e turistico, alla pesca sportiva in apnea.
L’area di 5 miglia marine quadrate, individuata a 4 miglia a largo della costa della Riviera del Conero, con fondale di 20-30 metri, punta quindi ad elevare il livello qualitativo dell’importanza biologico naturalistica dell’Adriatico, impiantando da subito attività comparate e sinergiche tra le Università di Biologia Marina, e le altre università di Biologia marina europee ed internazionali.
Tale interesse scientifico garantirà, nel futuro prossimo, maggiore attenzione verso fenomeni fino ad ora mai condannati, come gli incontrollati riversamenti in mare da parte della raffineria Api e delle tante industrie che continuamente scaricano nei fiumi ogni sorta di veleno.
Il Parco dei Relitti attrarrà mondo scientifico e turistico, attirando l’attenzione su di una costa ed un mare che deve essere aiutato a rigenerarsi.